5 luglio 2010, 16:44 | permalink

Concorso Fotografico "BACIO SECONDO NATURA"
FOTOGRAFA UN BACIO GAY E VINCI BELLISSIMI PREMI

RB-ELLI e Domenico Suriano presentano:
Concorso Fotografico "BACIO SECONDO NATURA"

FOTOGRAFA UN BACIO GAY E VINCI BELLISSIMI PREMI!!!

Inizio concorso: 3 Luglio 2010
Fine concorso: 17 Luglio 2010 (data ultima per invio foto)
Premiazione: 24 Luglio 2010

Quota di partecipazione: 10 euro

Entro e non oltre la data di fine concorso sarà possibile inviare UNA ed una sola foto che ritrae un bacio di una coppia gay (uomini o donne).

La foto più belle saranno premiate ed esposte nello stand di RB-elli presente al GAY VILLAGE 2010 - IX Edizione.

Le iscrizioni si possono effettuare presso :

- Stand RB-ELLI c/o Gay village
- Coming out San Giovanni in Laterano, 8
- EMC Via Aureliana, 40

INVIARE LE FOTO A: baciosecondonatura@gmail.com
indicando Nome e Cognome

PREMI:
1 premio:
Macchina fotografica Kodak EasyShare C182 da 12 milioni pixel+ antivirus karspesky (per PC o Mac) + pen drive 4 Gb + Tshirt

2 premio:
Cellulare Samsung GT-S3370 + antivirus karspesky (per PC o Mac) + pen drive 4 Gb + Tshirt

3 premio: Samsung GT-S3370 + pen drive 4 Gb + Tshirt

4 premio:
Antivirus karspesky (per PC o Mac) + pen drive 4 Gb + Tshirt

5 premio:
Antivirus karspesky (per PC o Mac) + pen drive 4 Gb + Tshirt

dal 6 al 10
Antivirus karspesky (per PC o Mac) + Tshirt

Dal 11 al 20
T-shirt piu altri gadget consegnati a sorpresa

Ad estrazione 30 schede telefoniche 3 con 5 euro di traffico incluso!!

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18 giugno 2010, 12:11 | permalink

Aiutiamo l'informazione indipendente
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9 giugno 2010, 12:43 | permalink

FNSI: CONTRO OGNI NORMA CENSURA

Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 8 giugno 2010

Prot. n. 134

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica che la Conferenza Nazionale dei Comitati di Redazione ha approvato, sul diritto all’informazione contro ogni norma censura e contro il “silenzio di Stato”, il comunicato che segue e di cui si chiede la pubblicazione, con la dovuta evidenza, anche ai sensi dell’art. 34 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. I Comitati di Redazione sono pregati di curarne la massima diffusione e i direttori di garantirne la pubblicazione.

Intercettazioni e diritto di cronaca: no dei Cdr al “silenzio di Stato”. Pronta la resistenza civile

“La Conferenza Nazionale dei Comitati e dei Fiduciari di redazione denuncia con forza e indignazione il disegno di legge che impedisce ai giornalisti di dare notizie, a volte per anni, perché vieta la pubblicazione della cronaca giudiziaria fino alla conclusione delle indagini preliminari.
La norma inoltre impedisce, di fatto, alla magistratura di svolgere efficaci indagini contro la criminalità.
I giornalisti italiani sono pronti alla resistenza civile e non accetteranno mai di sottostare a una legge che limita il diritto dei cittadini ad essere informati e il loro diritto-dovere di informarli.
I cittadini sappiano comunque fin d’ora che i giornalisti faranno ogni sforzo affinché loro possano continuare a conoscere tutte le notizie.
Così come hanno fatto i direttori dei quotidiani italiani e il mondo delle associazioni, i comitati e i fiduciari di redazione danno pieno sostegno alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e assicurano l’adesione a tutte le forme di lotta che la Fnsi promuoverà, nessuna esclusa, compresi lo sciopero e una manifestazione aperta alla società civile.
La libera informazione è la più pura espressione della democrazia, nessuno pensi di poterla bloccare con una legge che impone il silenzio di Stato”.

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8 giugno 2010, 21:01 | permalink

Simone de Beauvoir: ieri, oggi e domani
Al via la 18a Conferenza Internazionale della Simone de Beauvoir Society

DATE:
23.06.2010 – 26.06.2010

LUOGO:
- Galleria Comunale d’Arte di Cagliari, Viale San Vincenzo, 2, Cagliari
- Camù-Centri d’Arte e Musei, Centro d’arte e cultura “Il Ghetto”
Sono trascorsi 102 anni dalla sua nascita, 24 dalla sua morte e 61 dalla pubblicazione de Il secondo sesso, il suo capolavoro più grande, un’opera che ha cambiato radicalmente a livello globale il concetto stesso di donna. Ancora oggi Simone de Beauvoir, ampiamente considerata come la principale fonte di ispirazione del femminismo moderno, rappresenta un punto di riferimento essenziale per milioni di donne e uomini in tutto il mondo, influenzati sia dalle sue opere teoretiche e narrative che dall’esempio dell’intera sua vita. La 18° Conferenza Internazionale della Simone de Beauvoir Society, associazione creata nel dicembre del 1981 per promuovere lo studio e la diffusione delle sue idee, avrà luogo a Cagliari, Capoluogo della Sardegna dal 23 al 26 giugno 2010. All’inizio della seconda decade del secondo millennio, la Conferenza analizzerà gli studi multidisciplinari ispirati da Beauvoir e l’impatto potenziale delle sue opere nella costruzione del futuro.

La Conferenza, intitolata “Simone de Beauvoir: ieri, oggi e domani”, intende evidenziare la straordinaria e continua rilevanza di questa poliedrica figura di donna e studiosa, sia in numerosi ambiti e discipline accademici, fra cui letteratura, storia, sociologia, filosofia, studi di genere, studi sulle donne ed epistemologia, sia per la lotta femminista per l’uguaglianza di genere.

Interverranno alla conferenza ricercatori, scrittori e studiosi di Simone de Beauvoir e del suo pensiero da tutto il mondo: sono previsti circa una cinquantina di partecipanti provenienti da tutta Europa, dalla Turchia, dal Sud America (Brasile e Argentina), dal Nord America, dall’Africa e dall’Australia. Tuttavia la prerogativa della conferenza sarà anche quella di mettere in contatto fra loro idee e persone in un ambiente che, per quanto internazionale, non rinuncerà alle sfumature intime e umane degli incontri umanistici ai quali ci siamo ispirati. La Galleria Comunale accoglierà i partecipanti nella sala della biblioteca mettendo a disposizione mezzi e spazi espositivi.

La conferenza sarà accompagnata da numerosi eventi culturali fra i quali:

- Rassegna cinematografica intitolata La settima arte per Simone/The seventh Art for Simone (23, 24 e 25 giugno 2010, ore 19:00-21:00, Centro Comunale d'Arte e Cultura "Il Ghetto" ) - prevede la proiezione di tre film in lingua originale presentati da registi, studiosi o esperti;

- Reading poetico dedicato ad Alda Merini intitolato La sedia vuota. Liturgia della Parola per Alda Merini (The empty chair. The Liturgy of the Word for Alda Merini), ideato e diretto da Matteo Tuveri e Giulia Marini, messo in scena da Giulia Marini negli spazi espositivi della Galleria Comunale d’Arte i Cagliari, 26 giugno 2010, ore 19:00-19:30.
Il reading è inserito nel circuito culturale nazionale dedicato ad Alda Merini e segnalato nel sito web ufficiale dell’artista www.aldamerini.it

- Visita guidata tematica sul volto delle donne nella collezione d’arte della Galleria Comunale di Cagliari (ideato e gestito dalla Galleria Comunale d’Arte) – 25 giugno, Galleria Comunale d’Arte di Cagliari, ore 17:00-18:00

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Organizzatori: Dr. Andrea Duranti, Dr. Matteo Tuveri

Ufficio Stampa: Dr. Giulia Marini (e-mail: addettostampapress@gmail.com)

Sito Web Ufficiale: http://sites.google.com/site/sdbconference2010/

E-mail: sdbconference2010@gmail.com

Collaborazioni, Partnership e Patrocini: Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Comune di Cagliari - Assessorato alla Cultura, Galleria Comunale d’Arte di Cagliari, Camù-Centro comunale d’Arte e Cultura “Il Ghetto”, Alliance Française Cagliari, Ambasciata Francese in Italia

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28 maggio 2010, 13:58 | permalink

Lettera di dimissioni di Maria Luisa Busi al direttore Minzolini
Oggi quella del TG1 è un’informazione parziale e di parte

Con questa dichiarazione, Maria Luisa Busi lascia la conduzione del Tg1 di Minzolini. Lo scrive lei stessa in una lettera che ha affisso nella bacheca della redazione.

AL Dott. Augusto MINZOLINI

Al CDR
p.c. Dott. Paolo GARIMBERTI
p.c. Prof. Mauro MASI
p.c. Dott. Luciano FLUSSI

Caro direttore,

ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell’edizione delle 20 del TG1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa e’ per me una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il TG1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilita’ nei confronti dei telespettatori. Come ha detto il presidente della Commissione di Vigilanza RAI Sergio Zavoli : “la piu’grande testata italiana, rinunciando alla sua tradizionale struttura ha visto trasformare insieme con la sua identita’, parte dell’ascolto tradizionale”.Amo questo giornale, dove lavoro da 21 anni. Perche’ e’ un grande giornale. E’ stato il giornale di Vespa, Frajese, Longhi, Morrione, Fava, Giuntella. Il giornale delle culture diverse, delle idee diverse. Le conteneva tutte, era questa la sua ricchezza. Era il loro giornale, il nostro giornale. Anche dei colleghi che hai rimosso dai loro incarichi e di molti altri qui dentro che sono stati emarginati.
Questo e’ il giornale che ha sempre parlato a tutto il Paese. Il giornale degli italiani. Il giornale che ha dato voce a tutte le voci. Non e’ mai stato il giornale di una voce sola. Oggi l’informazione del TG1 e’ un’informazione parziale e di parte.Dov’e’ il paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi salari peggiori d’Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare avanti perche’ negli asili nido non c’e’ posto per tutti i nostri figli?Devono farsi levare il sangue e morire per avere l’onore di un nostro titolo. E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie. Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i cassintegrati dell’Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende che chiudono e gli imprenditori del nord est che si tolgono la vita perche’ falliti?Dov’e’ questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare? Quell’Italia esiste. Ma il tg1 l’ha eliminata. Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel TG1 delle 20, diamo spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna interattiva multimediale.
L’Italia che vive una drammatica crisi sociale e’ finita nel binario morto della nostra indifferenza. Schiacciata tra un’informazione di parte - un editoriale sulla giustizia, uno contro i pentiti di mafia, un altro sull’inchiesta di Trani nel quale hai affermato di non essere indagato, smentito dai fatti il giorno dopo - e l’infotainment quotidiano: da quante volte occorre lavarsi le mani ogni giorno, alla caccia al coccodrillo nel lago, alle mutande antiscippo. Una scelta editoriale con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature dei programmi di satira e impoverendo la nostra reputazione di primo giornale del servizio pubblico della piu’ importante azienda culturale del Paese. Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi che potrebbero dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre inchieste di piu’ alto profilo e interesse generale. Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una conduttrice, puo’ soltanto levare la propria faccia, a questo punto. Nell’affidamento dei telespettatori e’ infatti al conduttore che viene ricollegata la notizia. E’ lui che ricopre primariamente il ruolo di garante del rapporto di fiducia che sussiste con i telespettatori. I fatti dell’Aquila ne sono stata la prova. Quando centinaia di persone hanno inveito contro la troupe che guidavo al grido di vergogna e scodinzolini, ho capito che quel rapporto di fiducia che ci ha sempre legato al nostro pubblico era davvero compromesso. E’ quello che accade quando si privilegia la comunicazione all’informazione, la propaganda alla verifica. Un’ultima annotazione piu’ personale. Ho fatto dell’onesta’ e della lealta’ lo stile della mia vita e della mia professione. Dissentire non e’ tradire. Non rammento chi lo ha detto recentemente.
Pertanto:1) respingo l’accusa di avere avuto un comportamento scorretto. Le critiche che ho espresso pubblicamente - ricordo che si tratta di un mio diritto oltre che di un dovere essendo una consigliera della FNSI - le avevo gia’ mosse anche nelle riunioni di sommario e a te, personalmente. Con spirito di leale collaborazione, pensando che in un lavoro come il nostro la circolazione delle idee e la pluralita’ delle opinioni costituisca un arricchimento. Per questo ho continuato a condurre in questi mesi. Ma e’ palese che non c’e’ piu’ alcuno spazio per la dialettica democratica al TG1. Sono i tempi del pensiero unico. Chi non ci sta e’ fuori, prima o dopo.
2) Respingo l’accusa che mi e’ stata mossa di sputare nel piatto in cui mangio. Ricordo che la pietanza e’ quella di un semplice inviato, che chiede semplicemente che quel piatto contenga gli ingredienti giusti. Tutti e onesti. E tengo a precisare di avere sempre rifiutato compensi fuori dalla Rai, lautamente offerti dalle grandi aziende per i volti chiamati a presentare le loro conventions, ritenendo che un giornalista del servizio pubblico non debba trarre profitto dal proprio ruolo.
3) Respingo come offensive le affermazioni contenute nella tua lettera dopo l’intervista rilasciata a Repubblica, lettera nella quale hai sollecitato all’azienda un provvedimento disciplinare nei miei confronti: mi hai accusato di “danneggiare il giornale per cui lavoro”, con le mie dichiarazioni sui dati d’ascolto. I dati resi pubblici hanno confermato quelle dichiarazioni. Trovo inoltre paradossale la tua considerazione seguente: “il tg1 dara’ conto delle posizioni delle minoranze ma non stravolgera’ i fatti in ossequio a campagne ideologiche”. Posso dirti che l’unica campagna a cui mi dedico e’ quella dove trascorro i week end con la famiglia. Spero tu possa dire altrettanto. Viceversa ho notato come non si sia levata una tua parola contro la violenta campagna diffamatoria che i quotidiani Il Giornale, Libero e il settimanale Panorama - anche utilizzando impropriamente corrispondenza aziendale a me diretta - hanno scatenato nei miei confronti in seguito alle mie critiche alla tua linea editoriale. Un attacco a orologeria: screditare subito chi dissente per indebolire la valenza delle sue affermazioni. Sono stata definita “tosa ciacolante - ragazza chiacchierona - cronista senza cronaca, editorialista senza editoriali” e via di questo passo. Non e’ cio’ che mi disse il Presidente Ciampi consegnandomi il Premio Saint Vincent di giornalismo, al Quirinale. A queste vigliaccate rispondera’ il mio legale.
Ma sappi che non e’ certo per questo che lascio la conduzione delle 20. Thomas Bernhard in Antichi Maestri scrive decine di volte una parola che amo molto: rispetto.Non di ammirazione viviamo,dice, ma e’ di rispetto che abbiamo bisogno.Caro direttore, credo che occorra maggiore rispetto. Per le notizie, per il pubblico, per la verita’. Quello che nutro per la storia del TG1, per la mia azienda, mi porta a questa decisione. Il rispetto per i telespettatori, nostri unici referenti. Dovremmo ricordarlo sempre. Anche tu ne avresti il dovere.

Marialuisa Busi

Roma, 20 maggio 2010

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18 maggio 2010, 20:11 | permalink

A MODENA APRE IL FESTIVAL: LA DONNA È MOBILE
MIGRAZIONI FEMMINILI NELLA CONTEMPORANEITÀ

A MODENA APRE IL FESTIVAL “LA DONNA È MOBILE.
MIGRAZIONI FEMMINILI NELLA CONTEMPORANEITÀ”
Dal 20 al 29 maggio è in programma a Modena il micro-festival: “La donna è mobile. Migrazioni femminili nella contemporaneità”. Una festa multicolore, declinata al femminile, che propone spettacoli di canto e danza, serate al cinema e momenti di incontro e scambio tra donne native e migranti e che rappresenta un’occasione di confronto con la città sulla realtà e le diverse sfaccettature della migrazione femminile.

Tra gli appuntamenti del festival: il seminario “Libertà femminile e identità”, la rassegna cinematografica “Donne in transito”, la mostra fotografica “Sur les chemin des femmes” e spettacoli di musica, danza e teatro-forum.

La rassegna cinematografica “Donne in transito” si apre giovedì 20 maggio con il film “Il pane e le rose” di Ken Loach (2000). Seguirà, venerdì 21 maggio, la visione di “Persepolis” di M. Satrapi (2007) e, infine, sabato 22 maggio “Francesca” di B. Paunescu (2009).
Tutti gli spettacoli sono ad ingresso gratuito e si terranno, a partire dalle ore 21, presso la Sala Truffaut in via degli Adelardi, 4. Al termine di ogni proiezione verrà presentato il documentario “Chemin des femmes” di Marco Fantacucci (2009).

Venerdì 28 maggio si terrà Il seminario “Libertà femminile e identità. Domande per migranti e native”, in programma, dalle ore 14,30 alle ore 19, presso la Sala della Circoscrizione 1 Modena in Piazzale Redecocca. Nell’incontro saranno presentati i risultati del focus group svolto con donne native e migranti dei Centri per le donne migranti di Modena, Imola e Reggio Emilia, curato da Elisa Rossi, ricercatrice in Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l'Università di Modena e Reggio Emilia. Saranno presenti: Barbara Pinelli, Università Milano Bicocca; Chiara Pilotto, Università Cà Foscari Venezia; Tiziana Dal Pra, Tramaditerre Imola; Marcella Maggiore, Nondasola, progetto Lunenomadi RE; Serena Corsi, giornalista. Aprirà i lavori, il saluto dell'Assessora Francesca Maletti, mentre l’introduzione al seminario sarà curata da Giuliana Pincelli, Casa delle Donne contro la violenza di Modena.

Resterà aperta da lunedì 24 a sabato 29 maggio (ore 9/19), la mostra fotografica “Sur les chemin des femmes” di Sophie Anne Herin, allestita presso la Sala Espositiva del Liceo Venturi in via dei Servi, 21.

Venerdì 28 maggio, dalle ore 21, è prevista una rappresentazione di TeatroForum condotta da Luciana Talamonti di Teatrindifesi presso il Cortile di Palazzo Santa Chiara in via degli Adelardi 4. In caso di pioggia, lo spettacolo si terrà presso la Sala delle Dame dell'Istituto d'Arte Venturi in via dei Servi 21.
E, infine, il festival si chiude sabato 29 maggio, con gli spettacoli del Gruppo di Musica e Danza “Mosaico dell'Est”(ore 18,30) e del Coro di donne migranti “Chemin des Femmes” (ore 21, 30) in Piazzale Torti, angolo via Selmi.

Il festival rientra nelle attività dell’intervento per la nuova Casa delle Donne a Villa Ombrosa, realizzato con il contributo del Comune di Modena, Assessorato ai Lavori Pubblici e Assessorato alle Pari Opportunità e della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, e promosso dal Comitato di progetto “Verso la nuova Casa delle donne”, formato dalle associazioni femminili che fanno parte dell’attuale Associazione Casa delle Donne: Adaser, Casa delle Donne contro la Violenza, Centro documentazione donna, Differenza maternità, Donne nel Mondo, Gruppo Donne e Giustizia, Udi-Unione Donne in Italia di Modena. L’iniziativa è promossa dal Comitato e vede, in particolare, il patrocinio del Comune di Modena, il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e della Circoscrizione 1 Modena e la collaborazione di Via Piave e Dintorni e Fusi Orari.

Per informazioni: Tel. 059.361050 – e-mail: most@donnecontrolaviolenza.it
Modena, 18 maggio 2010

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