Luglio 2010
Giugno 2010
Maggio 2010
Aprile 2010
Marzo 2010
Febbraio 2010
Dicembre 2009
Novembre 2009
Settembre 2009
Aprile 2009
Febbraio 2009
Gennaio 2009
Giugno 2008
Maggio 2008
Aprile 2008
Marzo 2008
Febbraio 2008
Gennaio 2008
Dicembre 2007
Novembre 2007
Ottobre 2007
Settembre 2007
Aprile 2007
Gennaio 200724 febbraio 2009, 10:35 | permalink
Medici e clandestini
Dott.ssa Luisa Mango, Medico e Presidente ISTISSS onlus
I medici potranno denunciare i clandestini! Questa indicazione è contenuta nel disegno di legge riguardante il “pacchetto sicurezza” già approvato al Senato. Ciò va contro i principi sui diritti universali delle persone e implicitamente afferma che la vita di un immigrato irregolare vale meno della paura verso chi ha il colore della pelle diverso dal nostro o chi è nato in altri Paesi.
E’ il segnale di una cultura della non-accoglienza, che chiede ai medici di essere delatori, violando il loro codice deontologico, ma che chiama in causa tutti, proprio per il suo significato etico e per l’effetto discriminatorio che la norma è in grado di produrre.
I medici, attraverso i loro Ordini nazionali e provinciali, si sono già espressi negativamente sul provvedimento, a dir poco infamante e stanno facendo altrettanto molte Regioni, sulla base dei loro compiti di promozione e di tutela della salute; l’immigrato irregolare infatti che non si cura, per evitare una denuncia, danneggia se stesso, ma nel contempo può diventare veicolo di contaminazione verso gli altri, specialmente nel caso di malattie infettive.
La situazione quindi non riguarda soltanto i medici, chiamati a viverla in prima persona, ma la coscienza individuale di tutti coloro che credono in una società fondata sui diritti. Non si può fingere di non sapere, né pensare che sia una questione di altri.
17 febbraio 2009, 13:58 | permalink
Diritti individuali, democrazia e corpo delle donne
Nota della Società italiana delle Storiche
Nelle ultime settimane cittadine e cittadini italiani hanno assistito
non soltanto alla grave strumentalizzazione politica di una dolorosa
vicenda personale ed umana e alla totale mancanza di rispetto dei
media nei confronti di una famiglia che ha sempre agito nel rispetto
delle leggi dello Stato, ma al tentativo di mettere in discussione la
laicità dello Stato e di esautorare il parlamento da parte di un
Governo che ha mosso un duro attacco al Capo dello Stato - garante dei
dettami costituzionali- e alla Costituzione stessa.
L'acquiescenza di gran parte della classe politica alle gerarchie
ecclesiatiche, che hanno posto al centro della loro politica il tema
del controllo della vita e della morte, ha condotto all'imposizione
di una concezione unilaterale della vita che non rispetta la
pluralità delle opinioni presenti nella nostra società e dei principi
etici che vi sono intrecciati.
Il risultato di tutto questo è la continuativa violazione dello stato
di diritto -che tuteli i diritti civili, individuali, umani delle
persone, donne e uomini - e l'esplicita volontà di creare nel nostro
paese una profonda spaccatura tra laici e cattolici, minando in tal
modo dialogo e rispetto reciproco riguardo a temi divisivi come
quelli bioetici.
Come storiche e studiose attente e impegnate sui temi della
cittadinanza, della
democrazia e dei diritti di donne e uomini chiediamo dunque che:
vengano ribaditi i confini tra Stato e Chiesa cattolica, in nome
di un principio di laicità il cui significato è stato troppo
spesso recentemente manipolato
venga difesa l'azione autonoma del Parlamento contro il reiterarsi
di decreti-legge e questioni di fiducia, nel totale disprezzo
delle regole della nostra democrazia
vengano riaffermati i principi dello Stato di diritto, contro una
proposta di legge che viola la capacità di scelta di uomini e
donne, come sancito dall'articolo 32 della Costituzione.
Non ultimo condanniamo con forza l'uso politico del corpo delle donne
da parte di un'alta carica dello Stato, che ha parlato del corpo di
Eluana come "capace di generare un figlio", ben sapendo di riferirsi
a una persona incapace di esprimere la propria volontà e dunque di
scegliere e decidere.
Viene infatti negato in tal modo quel principio di autodeterminazione
e di scelta responsabile che il pensiero delle donne ha affermato con
fermezza da molti decenni.
La Società Italiana delle Storiche
Maria Rosaria Pelizzari
Università di Salerno
Dipartimento di Scienze Storiche e Sociali
Campus Universitario
84084 FISCIANO (SA)
Il governo sta purtroppo prendendo una serie di misure per la "nostra sicurezza", che ben poco hanno a che vedere con essa e ben più con una grande spettacolarizzazione delle azioni politiche. Purtoppo però la spettacolarizzazione politica, al contrario di una politica seria (che in Italia ormai non sappiamo neanche più cosa sia, mi rifersisco a tutta la politica sia di destra che di sinistra) non porta sicurezza, ma disagio e sfiducia nelle istituzioni.