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Gennaio 200725 gennaio 2009, 16:35 | permalink
Vittima e carnefice. Circeo 2 la vendetta
Nota di Anna Paola Concia tratta da Facebook
Nessuna donna italiana ha mai dimenticato il delitto del Circeo. Fa parte della nostra storia. Ci fu una grande mobilitazione delle donne.
Questa brutta storia che vede protagonista un giovanotto di "buona famiglia" e una ragazza (sarà anche lei di buona famiglia no?) mi ricorda tantissimo quella vicenda.
Forse no lei, non è di buona famiglia, non è una brava ragazza, sarà sicuramente una "che se l'è cercata", e si sa l'uomo è una bestia, mica si può trattenere...E se lei gli ha detto di no, lui avrà pensato: "e come si permette?" "adesso ti faccio vedere io chi comanda qua, puttanella...".
Sarò brutale cari miei, ma è andata proprio così, e chissefrega che era sotto effetto di sostanze stupefacenti, perché come dice la nostra avvocata Gigliotti, è un'aggravante non una attenuante!!!
Si è pentito? Veramente dopo lo stupro si è andato a vantare con gli amici? O no?
Ha solo un bravo avvocato che lo ha consigliato bene e dei giudici che oggi si devono prendere la responsabilità della scelta degli arresti domiciliari.
E lei? lei giustamente è furiosa come lo sono in tante e tanti. Non solo la violenza, ma la legittimità sociale della violenza.
Ecco questo è per me il quadro della situazione.
da qui bisogna ripartire. DALLA LEGITTIMITA' SOCIALE DELLA VIOLENZA SU UNA DONNA.
BASTA CON LE PAROLE AL VENTO. E' QUESTO IL GRANDE PROBLEMA DELLE DONNE COME DEGLI UOMINI NELLA NOSTRA SOCIETA'.
LA LIBERTA DELLE DONNE E' L'ULTIMO BALUARDO DELLE SOCIETA' MODERNE.
SENZA QUESTA C'E' LA BARBARIE.
E NE SIAMO TUTTE E TUTTI COMPLICI: VITTIME E CARNEFICI.
16 gennaio 2009, 15:35 | permalink
Icontro con l'europarlamentare Donata Gottardi
Donne e lavoro, welfare, povertà, diritti, pari opportunità
A.F.F.I. e CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE
Presentano
ABITARE LA CITTADINANZA – L’EUROPA SIAMO NOI
Incontri aperti con le parlamentari europee
sui temi dei diritti e della cittadinanza europea
Roma, Mercoledì 28 gennaio ore 14,30
Casa Internazionale delle Donne
Sala Carla Lonzi – Via della Lungara, 19 – 1° piano
Primo incontro con :
Donata Gottardi
Parlamentare europea eletta nelle liste del PD
Docente di diritto del lavoro, università di Verona
Con Donata Gottardi parleremo di :
Donne e lavoro, sistemi di welfare, azioni a sostegno dell’occupazione, riforma del sistema previdenziale, prevenzione della disoccupazione e contrasto alla povertà, ruolo e indipendenza degli organismi a tutela della parità di opportunità e delle questioni legate alla rappresentanza di genere e ai diritti civili e sociali.
Su questi argomenti il Parlamento Europeo esercita un ruolo importante
di mediazione e responsabilità come di recente abbiamo potuto constatare in occasione della proposta - bocciata - di elevare l’orario di lavoro a 65 ore.
A Donata Gottardi
saranno sottoposte domande specifiche sui diversi argomenti
da parte delle giornaliste :
Tiziana Bartolini : NOI DONNE
Marina Pivetta : IL PAESE DELLE DONNE
Eva Panitteri : POWER & GENDER
Eleonora Selvi : DONNA TV
Anima l’incontro e le interviste Adele Cambria
14 gennaio 2009, 11:15 | permalink
La Barbie compie mezzo secolo ma le bimbe non la sognano più
Da Repubblica.it di LAURA LAURENZI
CON cosa giocano le nostre figlie? Cosa le attrae, che cosa sembra loro antiquato? Resistono ancora le bambole, e c'è una mutazione della specie? Barbie compie cinquant'anni. Un'icona senza tempo che invece sembra aver fatto il suo tempo. Perde terreno fra le bambine, affascinate da bambole più ciniche, assorbite dal gorgo del computer e del mondo virtuale, fisse su MySpace, attratte da Second Life e da Facebook dei genitori, da Pet Society se sono piccole, da "Amici" se hanno qualche anno in più.
Le più in gamba a Natale hanno chiesto la Wii, una console davanti alla quale si simulano - muovendosi - gli sport più diversi, dallo snowboard all'hula-hoop. Peccato non praticarli all'aperto e con gli amici.
Le nostre figlie - figlie di internet - soffrono di adultizzazione precoce. Il loro tempo libero è molto più frammentato. Smettono di giocare sempre più presto, inseguono modelli più trasgressivi e meno stucchevoli.
Più che vivere davanti alla televisione, come facevano le loro sorelle grandi, si scaricano dal computer i serial prediletti, a' la carte. Quarant'anni fa c'era Topo Gigio, oggi c'è Hannah Montana, bionda protagonista dell'omonima sit-com tivù: ha 14 anni, di giorno è una normale studentessa ma la notte, di nascosto, con una parrucca in testa fa la cantante rock.
Da un sondaggio di Meta Comunicazione condotto a Natale su duecento genitori italiani di bambini fra i cinque e i dodici anni risulta che solo il 18 per cento di loro si sono sentiti chiedere dai loro figli giocattoli di tipo tradizionale: la stragrande maggioranza vuole computer, playstation, giochi elettronici. Finita l'era dei balocchi. Le bambole sono destinate alle bambine piccole, insomma, roba da asilo. Già a sette anni non interessano più. Il bambolotto da cullare e accudire sembra ormai un residuato di guerra.
Fra le "tweens" oggi impazzano le Bratz, bambole allusive, sguaiate, truccatissime, con le caviglie svitabili per accessoriarle di zatteroni sempre più trash e con labbra che sembrano già ritoccate dal chirurgo plastico. E fanno furore anche le Winx, fenomeno tutto italiano che sta conquistando il resto del mondo, nipotine di Sailor Moon, cuginette di Harry Potter, apprendiste fatine o piccole maghe, sottili ed efebiche fino a rasentare l'anoressia.
Barbie a paragone sembra preistoria. Mezzo secolo e lo dimostra tutto. Cinquant'anni combattuti a colpi di ritocchi vari, restyling e lifting: un traguardo difficile, una svolta critica per una ragazza di plastica che è sempre stata perfetta. Ma le vendite sono in stallo, la richiesta rallenta, è debole, patisce la concorrenza, meno cinque per cento, sembra; si corre ai ripari creando un universo parallelo, un mondo Barbie online e interattivo, un cyberspazio che naturalmente è rosa, luccicante e impeccabile. Puoi creare abiti, accessori, case, città, parchi, castelli, e il tuo doppio. E ci si prepara a mega festeggiamenti mediatici per celebrare il grande giorno, che è il 9 marzo. Il 9 marzo 1959 alla Fiera del Giocattolo di New York fa il suo ingresso una nuova bambola sconcertante e rivoluzionaria: invece di essere una bambina ha il corpo, il viso, il seno, l'eye-liner e i tacchi alti di una giovane donna.
"C'è purtroppo una regressione nei modelli in cui le bambine vengono indotte a identificarsi. Sono spinte sempre più in avanti verso il lolitismo in questa generale accelerazione dei tempi di crescita - osserva Anna Oliverio Ferraris, ordinario di psicologia dell'età evolutiva alla Sapienza di Roma - Barbie puntava sul look ma era anche un modello dinamico, una donna in carriera, emancipata. Oggi viene soppiantata dalle Bratz, che puntano esclusivamente sul look e sullo shopping, e questo è molto limitativo. Inoltre, ben più che negli anni 70 e 80, assistiamo a una stereotipizzazione dei giocattoli: un fenomeno che è pesante e deleterio, funzionale al mercato. C'è un ritorno a una divisione netta dei ruoli: basta entrare in un grande magazzino e vedere come sono separati e diversi fra loro i reparti per i maschi e quelli riservati alle femmine, in cui tutto è rosa, tutto è stucchevole, tutto è carico di lustrini, e l'unica aspirazione che viene incoraggiata è quella a diventare principessa".
È la famosa "febbre rosa" stigmatizzata in Gran Bretagna da Sue Palmer, autrice di libri per l'infanza, secondo cui molte bambine sviluppano fin da piccolissime "una dipendenza per il colore delle femmine che le scoraggia a pensare con la propria testa e a identificarsi con ruoli diversi da quello della principessa. È impossibile trovare una bambina di più di tre anni che non sia ossessionata dal rosa. È insidioso e dimostra come il marketing riesca a influenzare i più piccoli. Ci sono tante cose che, sebbene in maniera subdola, vengono associate al colore rosa, come l'ossessione per l'apparenza, per il corpo e una precisa idea della sessualità femminile".
"Le Bratz sono agghiaccianti, ciniche, ammiccanti, disponibili e 'squinzie' quanto Barbie era ed è invece una signora - osserva Chiara Rapaccini, scrittrice e disegnatrice ed esperta del mondo dell'infanzia - Somigliano alle college girls di Tokyo e sono sempre più spesso in mano a bambine che a nove anni già sognano di fare le veline e a dieci rischiano di diventare anoressiche". Chissà poi se è vero che le Bratz, con il loro ombelico scoperto, la loro vita in Dvd e i loro tatuaggi esibiti hanno i giorni contati. In teoria sì. Continueranno comunque a essere in vendita fino a tutto il 2009. Lo ha stabilito un giudice californiano capovolgendo il precedente verdetto in base al quale, dal prossimo febbraio, le discusse bambole avrebbe dovuto sparire dai negozi di giocattoli. Non per motivi morali o di censura, ci mancherebbe, ma per una questione di plagio: il loro creatore era ancora un dipendente della Mattel quando le ha disegnate. Le rivedremo con un altro marchio, liftate e corrette.
Giampaolo Fabris, che insegna sociologia dei consumi all'università San Raffaele di Milano, è colpito dalla carica di sessualità che, sia pure acerba e appena accennata, a suo parere si sprigiona con forza dalle fatine Winx. "Le paragonerei - dice - alle ragazze manga giapponesi. Indubbiamente sia loro che le Bratz, così adolescenziali e ribelli, rappresentano dei modelli culturali più attuali. Invece andrebbe sottolineato come la Barbie interpreti un idealtipo di donna emancipata. Oggetto di idolatria fra le signore che hanno fatto il Sessantotto, ha con il suo muscoloso fidanzato un atteggiamento paritetico, se non di superiorità".
È stata una donna in carriera, anzi: dalle cento (almeno) carriere. Non solo party girl, accessoriatissima. Non solo star e topmodel vestita dai più grandi stilisti del mondo. È stata veterinaria, poliziotta, vigile del fuoco, astronauta, paleontologa, regista, pilota d'aereo, acrobata, ambasciatrice Unicef, candidata presidente ben prima di Hillary, e anche sergente dei Marines. Ma non basta: i sogni di una bambina non possono essere imprigionati in una scatola con il coperchio trasparente. Il punto è adeguarsi. Smaterializzarsi. Conquistare il cyberspazio. Se volete che la bambola più famosa del mondo vi spalanchi il suo universo virtuale digitate www. barbiegirls. com. "Barbie è una star multimediale, non solo una bambola" lo slogan del rilancio. Il fatto di essere condannata all'eterna giovinezza non le impedisce di invecchiare e di essere superata, sostiene Marino Niola, professore di antropologia dei simboli all'università Suor Orsola Benincasa di Napoli. "Barbie è il simbolo dei simboli. Ha incarnato i sogni, i transfert, i doppi di intere generazioni e oggi ci accompagna sulla soglia dell'immateriale, verso la duplicazione ludica della realtà che è sempre più legata al computer. La Barbie con il lettore mp3 incorporato e con la chiave Usb è una sorta di ibrido mitologico con due anime. Un restyling tecnologico, potremmo definirlo un lifting, per adattarla agli anni che stiamo vivendo, a quel digito ergo sum che è la forma perfetta dal nostro essere contemporaneo".
(14 gennaio 2009)
Non possono esistere attenuanti, di nessun genere.
Quello schifoso non deve stare agli arresti domiciliari, dovrebbe stare in galera perchè è quello il suo posto.
Ma visto che è giovane, incensurato, era drogato e poi, un italiano di buona famiglia (vuoi mettere?), mica gli possono rovinare la vita, no?
E quella ragazza che sarà segnata a vita? La sua vita, quanto conta? Quanto costa? Quanto valore ha?