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Gennaio 200712 giugno 2008, 14:28 | permalink
Marche de nuit des femmes 2008
Donne di Parigi in marcia contro la violenza
Le ragazze, le donne, le femministe e le lesbiche riunite con regolarità alla Casa delle donne di Parigi, chiamano tutte le altre di Parigi, dintorni e altri luoghi a partecipare a:
un PRESIDIO seguito da una MANIFESTAZIONE NOTTURNA NON MISTA
SABATO 14 GIUGNO 2008 alle 19h30,
a PARIGI, place Armand Carrel (metro Laumière)
La paura alimentata della notte fa ombra alle violenze del giorno: NO, le violenze non hanno orario e sono ovunque: nelle case, per strada, al lavoro…
Quando usciamo di notte siamo considerate a disposizione degli uomini. Lo spazio pubblico (metro-autobus, parchi, bar, strade) cosiddetto neutro, è ricoperto di immagini di donne «accessibili», che banalizzano una cultura dello stupro.
Adocchiate in bicicletta, criticate quando usciamo con i figli, fischiate sui marciapiedi...
Noi vogliamo essere libere di uscire di giorno come di notte. Siamo autonome e responsabili!
Manifesteremo contro tutte le violenze patriarcali che attraversano lo spazio pubblico e quello privato della famiglia.
Manifesteremo contro la paura e il senso di colpa inculcato dalla cultura e dall’educazione.
Manifesteremo per le strade per denunciare le violenze, gli stupri e gli assassini.
Le aggressioni maschili sono la prima causa di morte e di invalidità permanente per le donne di tutto il mondo.
La violenza degli uomini contro le ragazze, le donne e le lesbiche non conosce classe, né etnia, né cultura, né religione, né appartenenza politica, in Francia come altrove.
Rifiutiamo la strumentalizzazione di queste violenze da parte del potere pubblico e politico a fini razzisti e di controllo sociale, in nome della sicurezza delle città (videosorveglianza, controlli polizieschi per il solo colore della pelle, retate, reato di adescamento...). Denunciamo la repressione poliziesca e le leggi di esclusione che rendono le donne precarie ancora più vulnerabili alle violenze maschili.
Ci riprendiamo lo spazio pubblico attraverso una pratica collettiva e autodeterminata, senza bandiere né partiti.
Denunciamo le violenze specifiche sulle lesbiche per il solo fatto che si amano, affermano la loro esistenza, si riappropriano degli spazi, sfuggono al controllo degli uomini.
Siamo forti, fiere, siamo solidali e arrabbiate. Prendiamoci la strada e la parola per affermare come ragazze, donne, lesbiche e femministe, la libertà di decidere per noi ovunque e sempre!
Camminiamo insieme di notte, per non farci calpestare di giorno!
marchedenuit2008@gmail.com
12 giugno 2008, 14:24 | permalink
I centri antiviolenza? Non servono a niente, abbiamo altri piani
http://femminismo-a-sud.noblogs.org
Grazie alle amiche di Femminismo a Sud pubblichiamo il resoconto stenografico della seduta parlamentare del 5 giugno durante la quale la ministra alle pari opportunità ha risposto alle interrogazioni sul taglio dei venti milioni di euro originariamente destinati a progetti contro la violenza alle donne.
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SENATO DELLA REPUBBLICA
Giovedì 5 giugno 2008 - 15ª seduta pubblica (pomeridiana)
Legislatura 16º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 015 del 05/06/2008
RESOCONTO SOMMARIO
Presidenza del presidente SCHIFANI
La seduta inizia alle ore 16.
Il Senato approva il processo verbale della seduta pomeridiana del giorno precedente.
Comunicazioni della Presidenza
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento, sull'emergenza alluvione in Piemonte e sulla violenza sulle donne
(...)
PRESIDENTE. Passa alle interrogazioni riguardanti la violenza sulle donne.
POLI BORTONE (PdL). Non sono condivisibili le critiche rivolte al taglio recentemente disposto dal Ministro dell'economia al Fondo per la lotta alla violenza alle donne, un intervento certamente doloroso ma almeno finalizzato alla soppressione dell'ICI, che allevierà le difficoltà economiche di numerose famiglie italiane. Non appaiono invece ugualmente opportuni i tagli operati dal precedente Governo a danno del Ministero per le pari opportunità per finanziare la Festa del cinema di Roma.
FRANCO Vittoria (PD). Chiede al ministro Carfagna se intende adoperarsi per consentire la reintegrazione del Fondo per la lotta alla violenza alle donne il quale, istituto con la legge finanziaria 2008, ha subito un taglio da uno dei primi provvedimenti approvati dal Governo Berlusconi.
BOLDI (LNP). Certa che il Governo si impegnerà al fine di consentire una maggiore sicurezza e tutela delle donne, chiede al Ministro se intende impegnarsi sul terreno della prevenzione al fine di favorire nel Paese un cambiamento culturale nell'approccio all'universo femminile, che coinvolga i cittadini italiani ed anche gli stranieri che vengono in Italia.
CARLINO (IdV). Il fenomeno della violenza sulle donne è assai grave e delicato e merita uno sforzo comune e coordinato da parte di istituzioni centrali, enti locali, associazioni di volontariato e organizzazioni della società civile. I dati in materia sono allarmanti in quanto testimoniano un'escalation dei reati e una diffusione sempre maggiore della violenza dentro le mura domestiche. Nel ritenere assai grave il taglio operato a danno del Fondo per la lotta alla violenza alle donne, chiede al Ministro se intende attivarsi per recuperare le risorse necessarie per rilanciare i servizi già attivati e quali provvedimenti concreti il Governo si propone di adottare per contrastare il fenomeno.
CARFAGNA, ministro per le pari opportunità. Il Governo ha piena contezza della gravità del fenomeno della violenza sulle donne e del suo costante aumento nel Paese nel corso degli ultimi anni. In tale ottica, appaiono pretestuose ed eccessive le critiche rivolte al taglio operato nei confronti del Fondo per la lotta alla violenza alle donne, posto che si è proceduto ad esso nella consapevolezza che i centri di contrasto alla violenza dovranno costituire oggetto di una seria riflessione in quanto solo il 2,8 per cento delle donne si rivolge ad essi. A ciò si aggiunga che presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri è istituito un Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità le cui risorse ammontano a 72 milioni di euro: grazie ad esso sarà quindi senz'altro possibile promuovere un ampio spettro di azioni di contrasto alla violenza sulle donne. Prossimamente saranno inoltre presentati presso il Consiglio dei Ministri due
schemi di disegno di legge dai titoli: «Misure contro la violenza sessuale» e «Misure contro gli atti persecutori». Di particolare interesse appare il provvedimento relativo al cosiddetto fenomeno dello stalking, il quale, raccogliendo le misure approvate nel corso della precedente legislatura in Commissione giustizia, si pone l'obiettivo di creare un'autonoma figura di reato così da prevenire e contrastare più severamente una condotta sempre più diffusa e blandamente punita dalla legislazione vigente. In risposta infine alla domanda della senatrice Poli Bortone, rileva che da un'analisi accurata del bilancio lasciato in eredità dal precedente Governo emerge che nell'assegnazione dei fondi sono state privilegiate amministrazioni locali politicamente in linea con l'Esecutivo di centrosinistra: le risorse stanziate a favore della Festa del cinema di Roma sono ad esempio ammontate a ben 490.000 euro nel 2008. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).
POLI BORTONE (PdL). Nel ringraziare il Ministro per la puntuale relazione svolta, esprime l'auspicio che le risorse disponibili siano utilizzate per promuovere azioni concrete ed efficaci e che i centri antiviolenza siano messi nella condizione di svolgere al meglio i propri compiti, specie nel Meridione dove i finanziamenti appaiono insufficienti.
FRANCO Vittoria (PD). Ribadisce la gravità della sottrazione di risorse a danno del Fondo per la lotta alla violenza alle donne, dichiarando la disponibilità del proprio Gruppo ad un confronto serio e costruttivo sul provvedimento riguardante il contrasto allo stalking.
BOLDI (LNP). Certa che il Ministro porterà avanti con serietà e determinazione gli impegni assunti, ribadisce l'esigenza di promuovere campagne a favore del rispetto nei confronti delle donne. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).
CARLINO (IdV). Stigmatizza la genericità con cui il Ministro ha affrontato il tema delle risorse finanziarie ed ha operato strumentali distinzioni tra nuovo e vecchio Governo, posto che il problema della violenza sulle donne deve essere affrontato con un senso di responsabilità politica e istituzionale trasversale. Nel ricordare che il Gruppo Italia dei Valori ha presentato due disegni di legge in materia di stalking, auspica che già con il prossimo DPEF il Governo assuma impegni concreti per contrastare il fenomeno della violenza contro le donne.
PRESIDENTE. Esprime soddisfazione per la riattivazione dell'istituto del question time e ringrazia tutti gli intervenuti per il contributo apportato.
Commissioni permanenti, composizione e convocazione
12 giugno 2008, 14:20 | permalink
Politiche sulla violenza di genere: lo sconcerto delle associazioni
Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza e delle Case delle Donne
La Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza e delle Case delle Donne, che accoglie al proprio interno la maggior parte delle associazioni di donne e dei servizi italiani rivolti alle donne vittime di violenza, esprime sconcerto e preoccupazione per le scelte operate dal Governo in tema di violenza di genere verso le donne.
La rete dei Centri aveva sollecitato in più occasioni la definizione di un Piano di azione nazionale contro la violenza alle donne quale strumento principale per mettere a punto azioni di sistema per garantire un efficace intervento di prevenzione e contrasto in area culturale, sanitaria, sociale e di protezione, e sia per sostenere le attività svolte dai centri stessi.
Avevamo plaudito la decisione di creare, da parte del Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità un fondo nazionale per l’anno 2008 così da avviare la sperimentazione di un Piano di azione contro la violenza, uniformando così l’Italia agli standard attuati negli altri stati europei.
Leggiamo con preoccupazione le affermazioni del nuovo Ministro in tema di analisi del fenomeno (lettera a La Repubblica), e rileviamo che in quella stessa lettera si esprime la volontà di rivedere, ripensare e rafforzare i centri antiviolenza. I dati e la lettura del fenomeno che emerge in qualsiasi indagine e documento internazionale, contrasta con l’interpretazione del nuovo Ministro. La violenza verso le donne avviene (come rilevato in tutte le indagini nazionali ed internazionali) nelle relazioni di intimità, nelle famiglie, e l’imposizione dell’affido condiviso nei casi di violenza domestica serve solo ad innalzare il rischio di pericolosità per le madri e per i figli. Pur condividendo con il Ministro il diritto dei figli di mantenere un rapporto continuativo con entrambi i genitori durante e dopo la loro separazione, l’attuale legge sull’affido condiviso ci appare caratterizzata da una pericolosa semplificazione in quanto impone un unico modello di affidamento per tutte le separazioni.. Vorremmo anche precisare che non sono le separazioni che causano la violenza, bensì avviene esattamente il contrario. L’affermazione di libertà femminile acuisce la violenza, ma non si può certo chiedere alle donne di rinunziare alla propria affermazione per evitare la violenza, sarebbe certo una richiesta impropria, che carica la “vittima” della responsabilità dell’aggressione e che non va verso relazioni tra sessi improntate alla reciprocità ed alle pari opportunità di genere.
Rileviamo che ieri sono stati “tagliati” i fondi destinati al Piano di azione Nazionale. Chiediamo che venga rivista tale decisione affinché le parole di indignazione espresse dai politici in occasione delle morti delle donne a causa di violenza, non siano parole vuote.
La violenza verso le donne è un fenomeno che non si può cancellare con le dichiarazioni, ma con azioni concrete ed adeguate. Per farlo serve un finanziamento nazionale altrettanto concreto ed adeguato, che permetta lo sviluppo di azioni di sistema ed il rafforzamento dei luoghi di accoglienza delle vittime.
Vorremo un confronto aperto sul tema e chiediamo che venga ripristinato il fondo, così da avviare il piano di azione nazionale, sul quale chiediamo di essere coinvolte per un reale processo di concertazione sugli obiettivi da raggiungere per il 2008.
12 giugno 2008, 12:02 | permalink
Bambine egiziane. Il tabu infranto
Alt di legge all'infibulazione
Tratto da Women in the city
http://www.womeninthecity.articolo21.com/
di Marc Innaro
Corrispondente RAI dal Cairo
E’ soddisfatta Emma Bonino, per la legge contro le mutilazioni genitali femminili, approvata lunedi 8 giugno dal Parlamento egiziano. Intervistata dal Tg3, la parlamentare italiana, che e’ vissuta per molti anni a Cairo, e anche nella sua veste di eurodeputata si e’ a lungo battuta in Egitto per l’eliminazione di questa pratica tribale, ha sottolineato anche l’importante riconoscimento che la legge (che prevede da due mesi a tre anni di carcere o una multa da 1000 a 5000 lire egiziane), inserita nel testo sui Diritti del Bambino, da’ all’attivita’ di ong e associazioni femminili impegnate da tempo nel contrasto alla pratica sul territorio.
Soddisfatti anche i movimenti abolizionisti delle donne che ne chiedevano da anni la messa al bando, denunciandone tra l'altro il drammatico corollario, emorragie, ulcere, ritenzione urinaria, senza parlare di dolori acuti e di shock piu’ o meno durevoli, specialmente nelle bambine in eta’ pre-puberale.
Ad indurre il governo egiziano ad uscire allo scoperto, e’ stata la morte per emorragia, l’estate scorsa, di 2 bambine, di 11 e 13 anni, che ha suscitato un grande dibattito nell’opinione pubblica, seguito dai media.
Decisivi, a dire il vero, gli interventi dello sheikh di Al-Azhar, Mohamed Sayyed Tantawi, la massima autorita’ dell’Islam sunnita, e di Papa Shenouda III, il Patriarca della Chiesa Copta. Anche loro, ultimamente, sono usciti allo scoperto tuonando, dall’alto della loro autorita’ morale, contro una pratica che – lo hanno sottolineato piu’ volte su radio, TV e giornali - non ha alcun riscontro nei sacri testi religiosi musulmani e cristiani.
Grazie all’intervento di numerose organizzazioni governative e non-governative locali, grazie all’UNICEF e anche alle forti pressioni esercitate da Suzanne Mubarak, la moglie del presidente egiziano, la battaglia contro le mutilazioni genitale femminile si e’ tramutata oggi in una vera e propria legge dello Stato egiziano. Il tabu’ e’ stato infranto.
La mutilazione genitale femminile e’ una pratica antichissima, aberrante, le cui origini affondano nella notte dei tempi, all’epoca dei Faraoni, e nulla ha a che vedere con la religione. La prova? A praticarla in Egitto (ma anche in tanti Paesi africani nella fascia sub-sahariana) sono sia i musulmani che i cristiani.
Si tratta sostanzialmente di recidere, in tutto o in parte, il clitoride. C’e’ chi dice che lo scopo e’ di ridurre il desiderio, il piacere sessuale femminile, per conservare la castita’ e la verginita’ prima del matrimonio. Altri dicono che cosi’ si assicura la fedelta’ sessuale della donna dopo il matrimonio stesso. C’e’ chi afferma, anche stavolta senza alcun fondamento scientifico, che la mutilazione genitale femminile sarebbe un modo per aumentare il piacere del maschio. Per non parlare di chi – pur non essendo convinto di tutti questi argomenti - afferma che questa e’ comunque una norma sociale, e chi non la pratica viene di fatto escluso, emarginato, stigmatizzato dalla societa’. E poi, ci sono tanti musulmani, nelle aree rurali piu’ povere lungo il corso Nilo, soprattutto nell’Alto Egitto, che per ignoranza continuano a ritenere la mutilazione genitale femminile un precetto dell’Islam. Falso, visto che e’ praticata anche da molti cristiani.
Per avere un’idea di quante donne siano coinvolte, subito alcuni dati agghiaccianti. Fino agli anni ’90, quando fu teoricamente vietata, qui in Egitto – sono stime ONU - oltre il 90 per cento delle donne musulmane e cristiane fra i 15 e i 49 anni aveva subito la mutilazione genitale.
Gli ultimi dati – la fonte e’ ancora l’ONU - stimano oggi la diffusione di questa pratica al 77 per cento fra le ragazze fino ai 17-18 anni e intorno al 60 per cento nelle bambine sotto i 3-4 anni.
Tra le novita’ introdotte dal nuovo testo di legge, cui si sono opposti i Fratelli Musulmani, l’innalzamento da 16 a 18 anni dell’eta’ minima per contrarre matrimonio, tanto per gli uomini quanto per le donne, e la possibilita’ per le madri nubili di registrare i figli all’anagrafe ( prima per lo Sato egiziano non esistevano.).
10/06/2008
volevo condividere con voi le mille truffe in cui ancora oggi possiamo essere coinvolte noi donne, qualche giorno fa una mia amica, cooptata dal truffaldino di turno, mi ha invitato a presenziare, in un albergo vicino Roma, alla fantomatica riunione di una nuova marca di cosmetici, l'americana Agel, non l'avevo mai sentita e sono andata, un paio d'ore gliele potevo dedicare. Qui dopo un modesto tramezzino l'oratore di turno comincia a sbrodolarsi addosso sulle virtù di questi cosmetici che non rovinano la pelle e non fanno sperimentazioni su animali, e poi ci chiede, e qui si svela l'arcano, di sborsare 1000 euro per comprare un kit da rivendere ad amici e parenti di questi prodotti fantastici, io obietto che visto che sono appena entrati sul mercato italiano ci vuole un po' di tempo per appurarlo, da quel momento come se a questi signori incravattati avessi toccato la mamma vengo zittita in malo modo tipo fossi una squilibrata, e mi sono sentita lesa nella mia dignità di donna e di consumatrice. Ora state attente amiche, per recuperare l'investimento iniziale vi richiederanno, quelli della Agel, di proporre l'ingresso in affari di amiche vostre, le quali a loro volta dovranno rivalersi su altre malcapitate. State attente Agel è una truffa americana, dello Utah, non abboccate a questa frode.
Namastè
volevo condividere con voi le mille truffe in cui ancora oggi possiamo essere coinvolte noi donne, qualche giorno fa una mia amica, cooptata dal truffaldino di turno, mi ha invitato a presenziare, in un albergo vicino Roma, alla fantomatica riunione di una nuova marca di cosmetici, l'americana Agel, non l'avevo mai sentita e sono andata, un paio d'ore gliele potevo dedicare. Qui dopo un modesto tramezzino l'oratore di turno comincia a sbrodolarsi addosso sulle virtù di questi cosmetici che non rovinano la pelle e non fanno sperimentazioni su animali, e poi ci chiede, e qui si svela l'arcano, di sborsare 1000 euro per comprare un kit da rivendere ad amici e parenti di questi prodotti fantastici, io obietto che visto che sono appena entrati sul mercato italiano ci vuole un po' di tempo per appurarlo, da quel momento come se a questi signori incravattati avessi toccato la mamma vengo zittita in malo modo tipo fossi una squilibrata, e mi sono sentita lesa nella mia dignità di donna e di consumatrice. Ora state attente amiche, per recuperare l'investimento iniziale vi richiederanno, quelli della Agel, di proporre l'ingresso in affari di amiche vostre, le quali a loro volta dovranno rivalersi su altre malcapitate. State attente Agel è una truffa americana, dello Utah, non abboccate a questa frode.
Namastè
Ora capisco perché l'occidente sta crollando miseramente. Ora capisco anche i (buoni) motivi che avevano i nostri avi di tenere le donne lontane dalla politica, dalla società e dai posti di lavoro. Dove vanno le donne seminano solo stizza, odio, vittimismo, arroganza, prepotenza, egoismo, narcisismo, esibizionismo (basti vedere l'abbigliamento usato dalle troi... donne in tv...) e insulsaggine.
VOI SIETE LA RAGIONE PER CUI ESISTE IL MASCHILISMO!!!!!
E pensare che fino a soli due anni fa ero un femminista convinto!
VERGOGNATEVI!