23 settembre 2009, 16:58 | permalink

CORPI CONSAPEVOLI Incontro conclusivo del progetto
Mgf e integrazione nello Stato di Diritto

Venerdì 25 settembre 2009
Ore 9,30 – 17.00
Rettorato di Roma Tre – Aula Magna
Via Ostiense, 159
Roma

Se i segni sui corpi delle donne sono il marchio delle culture patriarcali,
quali sono le modificazioni sui nostri corpi di donne nel mondo?

Perchè le modificazioni genitali femminili destano scandalo anche se praticate su adulte cosenzienti, e sono invece considerate normali le pratiche di chirurgia estetica per ringiovanire la vagina, cui moltissime donne occidentali ricorrono?
Con quali parole la stampa quotidiana ed i periodici specializzati affrontano il tema delle MGF? Prevale la voglia di capire o l'attitudine al giudizio?
Cosa pensano, in realtà, le donne provenienti dai Paesi a larga diffusione del fenomeno? Perchè in tantissime si rifiutano di parlarne, e di porsi sotto i riflettori dell'occidente illuminato nella veste di vittime tout court?
E' davvero sorprendente che le campagne informative e di sensibilizzazione siano spesso fallimentari, sia in Africa che in Europa?

Interventi:

Ore 9.30
Registrazione dei partecipanti

Ore 10.00
Apertura dei lavori e presentazione
Luisa Mango, Presidente Istisss (Istituto di Studi sui Servizi Sociali)
Capofila del Progetto

Ore 10. 30
Proiezione del filmato
“Corpi consapevoli”
Ginevra Salerno, Donna tv

Ore 11.30
Presentazione del Libro
“Corpi consapevoli. Mgf e integrazione nello Stato di diritto”

Intervengono gli/le autori/trici:
Nanci Rizzo, Federico Fanelli, Federica Ruggiero, Antonella Petricone,
Oria Gargano, Alessandra Forteschi

Ore 12.30
Presentazione dell’Opuscolo
“MGF: Diritto e Dritti”
Ludovica Tranquilli Leali, Presidente del
Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne

Coordina
Dalila Novelli, Presidente dell’Associazione Assolei
Sportello Donna Onlus, partner del Progetto

Ore 13.30
Lunch

Ore 14.30
“Una sono, molte sono in me”

Performance teatrale di Nube Sandoval
con:
Adolphine Kalumbu
Madya Diebate

Ore 15.00
Testimonianze

Raccontano:
Anna Rita Ronzoni, docente di mediazione scritta ed orale arabo-italiano
Scolastica Tawo, insegnante nigeriana

Ore 15.30
Proiezione del documentario di Lorella Zanardo
“Il corpo delle donne”

Partecipano alla discussione finale:

Mariam Hassan
Vittoria Tola
Laura Moschini
Monica Forghieri

Coordina
Oria Gargano, Presidente della Cooperativa Be Free, partner del progetto

Ore 17.00
Aperitivo

Progetto finanziato dal Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità
della Presidenza del Consiglio dei Ministri
(avv. 1/07)

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15 settembre 2009, 20:51 | permalink

Rompere il silenzio
L’appello delle storiche

Rompere il silenzio sulla deriva ogni giorno più allarmante che sembra caratterizzare in Italia il rapporto donne e politica/donne in politica è divenuto urgente. Così come è urgente denunciare l’impoverimento e la strumentalizzazione dei linguaggi della politica e il degrado delle sue pratiche, per non soggiacere inerti alla trivialità di cui è permeata gran parte della scena pubblica, così intrisa di una «idea di donna»che era lecito sperare superata da tempo.

La Società Italiana delle Storiche lancia un appello a tutte le donne e gli uomini di questo paese che avvertono la necessità di un immediato ritorno alla responsabilità della politica, per denunciare la quotidiana offesa alla dignità delle donne e alla loro presenza pubblica. Questa ha rappresentato e rappresenta infatti una delle più significative battaglie del mondo contemporaneo e la condizione perché le donne possano affermare una nuova visione della politica, frutto degli spazi che esse si sono faticosamente conquistate nella vita economica, sociale e culturale.

Giorno dopo giorno, l’immagine che ci viene rinviata dai media è invece essenzialmente quella di giovani donne disposte a tutto pur di calcare, in alternativa ai palcoscenici dei teatri di posa, le aule di consigli e parlamenti; di donne dal bel corpo pronte ad offrirlo ad affaristi e uomini politici di successo pur di garantirsi vantaggi diretti e indiretti: un incarico istituzionale, un ruolo di spicco in una società mista, un finanziamento in bilancio, un comma di legge utile.
Il silenzio di ministre della Repubblica che tacciono su tutto questo è assordante. Siamo ben coscienti che quell’immagine ritrae solo una scheggia della realtà, anche se ha dalla sua la forza di corpi che occupano ossessivamente le pagine dei periodici di successo e gli schermi delle trasmissioni più seguite.
Ma è una raffigurazione che non rende giustizia alle migliaia di donne che si dedicano alla politica con passione e autorevolezza.
Denunciamo quindi il degrado dei metodi della politica, in particolare dei meccanismi di selezione della classe dirigente. Tuttavia non ci nascondiamo che nel costruire e alimentare questo stato di cose molte donne sono soggetti attivi e propulsivi, partecipi della stessa cultura di cui quel degrado è frutto ed espressione e dunque complici della costruzione di stereotipi pronti a ritorcersi contro tutte le donne che credono nella politica come luogo di progettazione e mutamento reale.

Di qui la necessità di dire con forza:
- che è urgente porre mano a una vera e propria rifondazione democratica della cultura politica italiana;
- che il tema della parità e dignità delle donne non può non costituirne un tratto fondamentale;
- che di tale processo vogliamo e dobbiamo essere protagoniste non estemporanee.
Siamo infatti donne coscienti della nostra forza, dei nostri diritti e delle nostre responsabilità civili e intellettuali consapevoli delle competenze e delle esperienze che possiamo mettere in campo. Abbiamo bisogno di interlocutori - e molte in questi giorni sono state le testimonianze del disagio di essere costrette/i a vivere questo clima politico - ma vogliamo anche essere interlocutrice attive. Il nostro, infatti, non è solo un segnale di allarme; è un invito a progettare e promuovere incontri e iniziative a breve e medio termine con altre associazioni. È altresì un impegno a ripensare parole e linguaggi, ruoli e identità, strumenti e progetti che permettano di lasciarsi alle spalle la tristezza morale e politica di questo presente.
Per aderire all’appello e progettare iniziative future scrivere a:
direttivo@societadellestoriche.it

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